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Premio Polena
Christian Rocca,
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Questa settimana il “Premio Polena” per l’articolo più interessante va all'articolo di Christian Rocca dal titolo "Gratti Obama e in fondo trovi George W. Bush", pubblicato sul Sole 24 Ore di mercoledì 30 marzo 2011.
Barack Obama ha pronunciato poco più di una settimana fa alla National Defence University di Washington un discorso di politica internazionale che potrebbe essere definito storico per il cambiamento che segna rispetto al momento della sua elezione.
Dice Obama: alcune nazioni possono far finta di non vedere le atrocità commesse in altri Paesi. Ma gli Stati Uniti d'America sono diversi e non esiteranno a utilizzare la forza quando in gioco ci sono gli interessi e i valori americani. Al sentire queste parole, il New York Times ha titolato: "Echi di Bush nel discorso di Obama". E autorevoli esponenti conservatori come Bill Kristol e Bob Kagan al sentire quelle parole hanno esultato.
Nel proseguo del suo discorso, Obama ha poi giustificato la guerra umanitaria preventiva e, ove non sia possibile costruire un consenso multilaterale, ha persino invocato il diritto all'uso unilaterale della forza.
Obama ha infine aggiunto che Washington non esiterà mai "a usare l'esercito in modo rapido, risoluto e unilaterale se fosse necessario difendere il popolo, la nazione, gli alleati, gli interessi".
Conclude Rocca: "Solo un mago riuscirebbe a individuare le differenza col passato". Con Bush.
Rimane però un fatto: Obama è stato eletto con una piattaforma di politica estera anti-bushiana, contraria all'ingerenza americana in giro per il mondo. Quell'Obama adesso non c'è più.
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