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Premio Polena
Roberto D'Alimonte,
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Questa settimana il “Premio Polena” per l’articolo più interessante va a Roberto D'Alimonte con "Al Lingotto si arena il Pd" pubblicato sul Sole 24 Ore di sabato 22 gennaio. Scrive D'Alimonte che tra i molti aspetti sconcertanti che coinvolgono il Presidente del Consiglio quello politicamente più significativo è la tenuta del suo livello di consenso. Né la crisi economica né il caso Ruby sono stati infatti sufficienti a minare in maniera significativa la consistenza della sua base elettorale. La spiegazione più semplice ma non del tutto convincente è quella mediatica. Per molti commentatori, Berlusconi riesce a sopravvivere perchè direttamente o indirettamente controlla una larga fetta del sistema radiotelevisivo del paese. Questo è certamente vero ma, prosegue D'Alimonte, non basta a spiegare il fenomeno. La ragione principale risiede probabilmente nel fatto che la maggioranza degli elettori ritiene che Berlusconi, nonostante i suoi vizi privati, sia ancora il migliore interprete dei loro interessi e preoccupazioni. Per questo, magari turandosi il naso, continuano a votarlo. E qui, continua D'Alimonte, entrano in gioco l'opposizione e la sua debolezza. In una democrazia competitiva, l'opposizione avrebbe approfittato di queste difficoltà e si appresterebbe ora a governare. Da noi no. Il Pd del 2008 che aveva saputo raccogliere il 33,2% dei voti a aveva come missione il superamento della base elettorale storica dei partiti della sinistra oramai non esiste più ed è ritornato un partito che parla a una fetta di operai della grande industria, ai dipendenti pubblici e a qualche settore del mondo giovanile. Con una simile connotazione, conclude D'Alimonte, e senza un messaggio chiaro e un leader riconosciuto, il Pd non può rappresentare una minaccia per Berlusconi neanche con Ruby di mezzo.
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