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Premio Polena
Michele Boldrin,
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Questa settimana il “Premio Polena” per l’articolo più interessante va a Michele Boldrin con "Cari studenti, cosa volete davvero?" pubblicato sul Fatto Quotidiano di venerdì 3 dicembre.
Scrive Boldrin: "Fossi io ministro non è questa la riforma che proverei a fare" e non è nemmeno una questione di "piuttosto di niente, meglio piuttosto". Infatti, il "piuttosto" di cui si discute sono alla fine "tre patetiche manovre a corto raggio". E precisamente: contenere la spesa; creare dei consigli di amministrazione dove dinosauri locali di partiti e forze sociali possono continuare a far danno, questa volta assieme ai baroni universitari; mandare alle calende greche per l'ennesima volta qualsiasi meccanismo meritocratico, generando un ope-legis-di-fatto per circa 15mila ricercatori.
In questa situazione di confusione e di tutti contro tutti, rimangono però alcune questioni da chiarire.
Primo: le piazze e le torri che oggi si riempiono "d'incazzatissimi e indignatissimi rivoltosi" erano vuote sei mesi fa, un anno fa, due fa, eccetera. Ma perchè queste persone non si sono mobilitate da tempo per combattere una situazione che è semplicemente disastrosa? (Difendono forse l'esistente?)
Secondo: la riforma Berlinguer (1999) è stata alla fine utilizzata dai professori universitari per aumentarsi lo stipendio e per far assumere gli allievi più fedeli. E questo ha massacrato il bilancio di un gran numero di università. Ebbene, perchè mentre avveniva questo scempio nessuno protestava?
Terzo: il problema dell'Università è che accanto a migliaia di docenti che fanno il loro lavoro con passione ve ne sono almeno altrettante migliaia che non hanno né passione né competenza ma non vi è modo di prendere alcun provvedimento contro di loro. Tutto procede per anzianità e non c'è modo di premiare chi opera bene e penalizzare chi opera male.
Conclusione di Boldrin: chi sale solo ora sui tetti dovrebbe forse fare un esame di coscienza e chiedersi: perché sto, di fatto, difendendo l'esistente? E se non è l'esistente che voglio, cosa diavolo voglio?
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