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Premio Polena
Massimo Mucchetti,
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Questa settimana il "Premio Polena" per l'articolo più interessante va a Massimo Mucchetti con "La "green economy" in salsa di pomodoro" pubblicato sul Corriere della Sera di domenica 27 giugno.
Scrive Mucchetti: nonostante tutti ne parlino, solo poche persone sanno quanto "costa" l'energia solare. Un esempio, tratto dal blog di Chicco Testa, ambientalista e già presidente dell'Enel, può aiutare a chiarire la questione. In centro Italia, un signore ottiene l'autorizzazione a installare pannelli fotovoltaici per 20 MW; i 60 ettari per posizionare l'impianto li acquista a 2mln, pagabili solo se i permessi arrivano; con tutte le spese accessorie, avvocati, bolli, ingegneri, interessi passivi, ecc., non arriva a 3mln. Il signore, ottenute le autorizzazioni vende tutto a un fondo di Londra che paga 9mln; il fondo, che investe 64mln per costruire l'impianto, sa di poter vendere l'energia prodotta all'acquirente pubblico a un prezzo incentivato che gli consente un ritorno sul capitale del 18/20% l'anno per 20 anni. L'incentivo è finanziato in bolletta (cioè da noi consumatori), quindi non c'è crisi di finanza pubblica che possa minacciare il guadagno. A costruire l'impianto provvederà un'azienda americana; le componenti tecnologiche arrivano dalla Cina o dalla Germania; agli italiani rimangono i lavori di carpenteria, montaggio e opere civili; quindi non vi è nemmeno da dire che vi siano positive ricadute occupazionali. Bene, se tutta l'energia consumata in Italia fosse prodotta in questo modo, il suo costo, già alto, balzerebbe da 30 a 150 miliardi di euro. Conclusione: l'atomo è certamente il male, ma una centrale da 1600 MW costa 5 miliardi, dura 60 anni e occupa cento ettari. Per eguagliarne la produzione servirebbero 10mila MW solari che, rapportati a 60 anni di durata, costerebbero tra gli 80 e gli 85 miliardi. La green economy in salsa di pomodoro - conclude Mucchetti - rischia di essere l'ennesima invenzione per arricchire pochi industriali nostrani con lauti aiuti di Stato
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