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Premio Polena
Luigi Zingales,
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Questa settimana il "Premio Polena" per l'articolo più interessante va a Luigi Zingales con "Berlino prima della classe e nessuno può copiare" pubblicato sul Sole 24 Ore di giovedì 10 giugno.
Scrive Luigi Zingales che la teoria economica (ma anche il buon senso) insegna che il modo per creare un vantaggio competitivo è scegliere una strategia che i nostri rivali non possono replicare.
Per questo le imprese leader aumentano gli investimenti per spiazzare i concorrenti che non hanno le risorse finanziarie per realizzarli. Per questo gli Stati Uniti di Ronald Reagan accelerarono la corsa al riarmo per fare implodere un'Unione Sovietica che non poteva sostenere lo stesso livello di spese belliche.
Per questo la Cancelliera Angela Merkel ha approvato una manovra economica assai impegnativa per la Germania che riduce drasticamente il deficit di bilancio e allo stesso tempo aumenta gli investimenti in educazione e ricerca tecnologica. Di fronte al Sud Europa che arranca la Merkel accelera. È una manovra brillante per trasformare l'attuale vantaggio competitivo della Germania in un vantaggio di lungo periodo. Ma è anche una manovra fortemente antieuropeista. L'anno scorso, in piena recessione, i tedeschi approvarono una riforma costituzionale che limitava i deficit di bilancio dal 2016 in poi al di sotto dello 0,35% del Pil. Misure di questo tipo si traducono in una riduzione del disavanzo fiscale e in un corrispondente surplus della bilancia dei pagamenti. In questo modo i tedeschi esportano deflazione, e determinano un livello dei prezzi difficilmente sostenibile dagli altri paesi: misure analoghe in Europa farebbero infatti lievitare il valore reale del debito, aumentando il rischio di default di molti paesi. Insomma, i tedeschi giocano la carta della svalutazione competitiva, non attraverso il tasso di cambio (cosa in cui noi eravamo maestri), ma attraverso il livello dei prezzi. Questa strategia tedesca, molto intelligente e molto egoista, non fa che ampliare il divario tra Nord e Sud dell'Europa e, forse per la prima volta, a rischio non è solo l'Euro, ma l'idea stessa di Europa.
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