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Premio Polena
Alberto Bisin,
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Questa settimana il "Premio Polena" per l'articolo più interessante va ad Alberto Bisin con "L'Europa e la lezione sprecata" pubblicato sulla Stampa di venerdì 7 maggio.
I mercati finanziari sono di nuovo in ebollizione e ancora una volta tutti accusano la speculazione finanziaria di muoversi con inaudita avidità e di mietere le proprie vittime.
Questa interpretazione - sostiene Bisin - è ingenua e assolutamente incorretta.
Accade che la Grecia sta chiedendo denaro in prestito attraverso l'emissione di titoli di stato; i mercati temono che la Grecia non sia in grado di ripagare i propri debiti e quindi chiedono di essere ricompensati per il rischio che corrono. Quando compro banane al mercato, scrive Bisin, se temo che siano marce chiedo lo sconto.
La vera domanda è, dunque: hanno ragione i mercati a ritenere che la Grecia sia a rischio default?
La risposta è sì.
La Grecia ha un debito pubblico nell'ordine del 120% del Pil; un enorme deficit (oltre il 13% del Pil); un sistema politico inefficiente; un settore pubblico che conta per oltre il 40% dell'economia; una spesa pubblica fuori controllo; e un sindacato che si oppone a qualsiasi taglio di spesa. Infine, le prospettive di crescita del Paese sono molto flebili, in parte proprio a causa dell'inefficienza della politica e del settore pubblico. Nessun Paese in Europa è in condizioni paragonabili.
La retorica sugli speculatori cattivi è quindi ipocrita e del tutto fuori dalla realtà.
Spiace infine - conclude Bisin - che la crisi finanziaria nulla abbia insegnato ai responsabili della politica europea. L'intervento pasticciato e tardivo dell'Europa sulla Grecia ha infatti avuto due effetti, entrambi dannosi. Il primo è stato quello di convincere i mercati dell'incapacità dell'Europa di garantire il rispetto delle proprie regole, a cominciare da quelle di Maastricht. Il secondo, di dimostrare che anche i più rigidi governi europei, come la Germania, sono pronti a tutto per le proprie banche salvo poi lamentarne l'immoralità (il vero obiettivo degli aiuti alla Grecia è infatti il salvataggio delle banche soprattutto estere che hanno finanziato il suo debito pubblico!). E così come durante la recente crisi finanziaria dei mutui sub-prime, i bilanci delle banche sono piene di titoli tossici; ogni banca teme che la propria controparte nasconda una forte esposizione verso la Grecia; e in questo modo ciascuna banca comincia ad essere restia a prestare denaro ad altri istituti; si rischia così, ancora una volta, di inceppare il mercato interbancario, con gravissimi rischi per l'economia reale.
È la replica di un film già visto non più tardi di un anno fa.
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