![]() |
L'articolo della settimana | Articoli delle settimane precedenti |
In questa sezione si possono trovare i migliori articoli selezionati
ogni settimana dalla redazione.
Vedi il Regolamento
|
Premio Polena
Roberto D'Alimonte,
|
Questa settimana il "Premio Polena" per l'articolo più interessante va a Roberto D'Alimonte con "Al Nord vantaggio dal 27 al 4%" pubblicato sul Sole 24 Ore di venerdì 23 aprile.
Le ultime elezioni regionali hanno ridisegnato la mappa dei rapporti elettorali tra Pdl e Lega nel Nord del Paese.
Nel 2006, in Piemonte, Liguria, Veneto e Lombardia, Forza Italia, An e Dc-Nuovo Psi avevano ottenuto il 36,8% dei voti a fronte del 9,8% della Lega. Da allora il trend dei due partiti è andato in direzioni opposte: Berlusconi ha iniziato una lunga discesa, Bossi ha preso a salire. Fino ad arrivare al passaggio cruciale delle elezioni del 2008: in quelle elezioni infatti la Lega ha di fatto raddoppiato i suoi consensi, passando da 1,32 a 2,57 milioni di elettori. In percentuale è cioè balzata al 19,9% dei voti mentre il Pdl è sceso al 32,5.
Alle Europee dell'anno scorso il trend si è poi confermato: il Pdl è rimasto stabile ma la Lega ha incrementato i suoi consensi arrivando al 21,6%. E la lunga marcia di avvicinamento è infine proseguita anche in queste elezioni regionali, con il Pdl che è sceso al nuovo minimo del 29% e la Lega che è invece salita al suo massimo al 25,1.
Questi dati, già eclatanti di per sè, nascondono due ulteriori importanti differenze, una di tipo geografico e l'altra di tipo demografico.
La differenza geografica sta nel fatto che al Nord-Ovest alle ultime regionali il Pdl ha ottenuto il 28% contro il 14,9 della Lega, mentre al Nord-Est i due partiti hanno grosso modo gli stessi consensi, attorno al 29% dell'elettorato.
La differenza demografica mostra invece - altro dato di assoluto interesse - che la Lega è il partito con la percentuale di voti più elevata nei comuni sotto i 15 mila abitanti: 30%.
Ma se fino alle penultime elezioni la crescita maggiore del movimento di Bossi era nei comuni più piccoli, queste regionali hanno invece messo in evidenza una capacità di penetrazione anche nei centri più grandi e anche nel Nord Ovest. Significa che la Lega inizia ad essere portatrice anche di istanze politiche più generali e non solo territoriali o locali. Questo è il vero elemento che dovrebbe indurre alla preoccupazione il Pdl. Una Lega di governo in due importanti regioni del Nord come sono Piemonte e Veneto potrebbe a tutti gli effetti far diventare il movimento di Bossi il partito del Nord. A tutto scapito, appunto, del Pdl.
|
Copyright notice
|