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Premio Polena

"L'ARTICOLO DELLA SETTIMANA"

Franco Debenedetti,
È la sinistra che lega Craxi e Berlusconi
,
Il Riformista, giovedì 21 gennaio 2010
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Questa settimana il "Premio Polena" per l'articolo più interessante va a Franco Debenedetti con "È la sinistra che lega Craxi e Berlusconi" pubblicato sul Riformista di giovedì 21 gennaio.
Scrive Debenedetti che una certa parte politica, ben coadiuvata dall'intellighenzia e da tanta borghesia di questo paese, ha ingaggiato una furiosa e gigantesca "Guerra dei Trent'anni" contro Craxi prima e Berlusconi poi. In realtà, fare di Berlusconi l'erede di Craxi o la sua conseguenza politica è una forzatura non vera.
Tra i due non c'è infatti continuità di proposta politica; per entrambi il presidenzialismo resta una prospettiva indefinita; i rapporti con la magistratura sorgono per Craxi solo alla fine della sua parabola politica, e su una questione, quella del finanziamento della politica assai diversa dalle inchieste di Berlusconi; sulla televisione poi, respingere l'oscuramento voluto dai pretori era l'unica cosa sensata da fare e la legge Mammì avrebbe al massimo potuto togliere una rete al Cavaliere, ma non sarebbe cambiato molto.
C'è da chiedersi dunque cosa giustifichi questa continuità di ostilità della sinistra.
La risposta, conclude Debenedetti, è forse nei giorni drammatici del rapimento Moro. In quell'occasione Scalfari, già ispiratore di quella parte politica, schiera La Repubblica sulla linea della più assoluta fermezza, e appaiono allora evidenti le diverse concezioni di Pci e Psi circa i fondamenti su cui posa la nostra società. Ecco, forse l'unica cosa che unisce davvero Craxi a Berlusconi è la loro sfida al "pensiero unico", l'ideologia da cui è nata la Costituzione.
Purtroppo, se ci si volta indietro a guardare a questi trent'anni di guerra, il risultato è però disperante. I cambiamenti che ci sono stati sono per lo più venuti dall'Europa e i problemi a cui toccava a noi dare risposta sono ancora tutti lì: debito pubblico alle stelle; arretratezza del Mezzogiorno; difficoltà del controllo dello Stato; scarsa qualità dei servizi pubblici; eccessiva pressione fiscale. In trent'anni di contrapposizione ideologica c'è il sospetto che si sia inutilmente sprecata un'enorme quantità di energie senza cambiare nulla, o quasi.









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