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Premio Polena
Angelo Panebianco,
A chi fa paura un esecutivo forte,
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Questa settimana il "Premio Polena" per l'articolo più interessante va ad Angelo Panebianco con "A chi fa paura un esecutivo forte" pubblicato sul Corriere della Sera di martedì 3 novembre.
Scrive Angelo Panebianco che la nomina a segretario del Pd di Pierluigi Bersani potrebbe riaprire le porte del dialogo tra maggioranza e opposizione e che uno dei temi su cui occorrerebbe dialogare è quello delle riforme istituzionali.
Il tema delle riforme è però un vero e proprio campo minato.
Luciano Violante sta svolgendo una preziosa opera da pontiere e ha indicato una strada possibile: "Trasformare il Senato in Camera delle Regioni, lasciare a Montecitorio la legislazione ordinaria e il potere di dare e togliere la fiducia, ridurre il numero dei parlamentari e rafforzare i poteri del Presidente del Consiglio" (Il Foglio, 31 ottobre).
La proposta appare ragionevole. Purtroppo, le mine sul terreno non vengono solo dalla politica ma anche, sostiene Panebianco, dai professori di diritto costituzionale: fino a quando la maggioranza dei costituzionalisti manterrà un atteggiamento conservatore le possibilità di cambiamento consensuale della Costituzione continueranno ad essere molto esigue.
A questo proposito, in una illuminante ricostruzione pubblicata su "Le nuove ragioni del socialismo", Augusto Barbera mostra benissimo quanto il provincialismo, l'incapacità di confrontarsi con le esperienze costituzionali europee - britannica, spagnola, tedesca - pesi sui pregiudizi, non solo dei politici, ma anche di molti costituzionalisti.
Fare le riforme non è dunque solo una questione di accordo fra maggioranza e opposizione; è anche una questione di aggregazione di consenso fra coloro che sono ritenuti competenti e legittimati a dire la loro sull'argomento. È dunque necessario, prima di tutto, cimentarsi in un vero e proprio lavoraccio: convincere i costituzionalisti che la democrazia del nostro Paese richiede con urgenza governi istituzionalmente forti. L'esito non è affatto scontato.
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