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Premio Polena
Gillo Dorfles,
L'invasione dei fattoidi,
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Questa settimana il "Premio Polena" per l'articolo più interessante va a Gillo Dorfles con "L'invasione dei fattoidi" pubblicato su Corriere della Sera di lunedì 12 ottobre.
Oggi, scrive Dorfles, sempre di più ci troviamo di fronte a oggetti che non sono quello che dovrebbero essere: sono travisati o camuffati, impoveriti o "gonfiati". Allo stesso modo, capita di assistere a fatti incompleti o deviati, modificati o manipolati. Secondo Dorfles, questi elementi oggettivi o fattuali si potrebbero definire "fattoidi". I fattoidi non sono per forza fatti negativi. Ma sono certamente fatti distorti. Lo si capisce bene se si guarda all'arte o alla musica contemporanea.
L'arte povera (sterpi e fascine innalzate a opera d'arte), la body art (incisioni sul corpo che non alterano però la personalità dell'artista), e altre forme di arte contemporanea, sostiene Dorfles, sono artefattoidi. Per Schonberg o Stockausen è la stessa cosa: essi rappresentano delle stratificazioni del gusto che in passato sarebbe stato solo impossibile immaginare.
Tuttavia, sostiene Dorfles, l'adulterazione e la contraffazione non hanno ancora vinto totalmente. Nonostante l'appiattimento dovuto alla falsa comunicazione e all'adulterazione dei costumi, è forse ancora possibile recuperare l'autonomia del singolo, l'identità delle culture, l'incontro delle civiltà. Per rimanere all'esempio dell'arte: bisognerebbe tornare all'incontro, negli anni cinquanta e sessanta del secolo scorso, tra Giappone e Occidente che seppero in questo modo reinventarsi e influenzarsi reciprocamente.
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