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Premio Polena
Alessandro De Nicola,
Meglio l'Auditel che i politici in sala di regia,
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Questa settimana il "Premio Polena" per l'articolo più interessante va a Alessandro De Nicola con "Meglio l'Auditel che i politici in sala di regia" pubblicato sul Sole 24 Ore di domenica 13 settembre.
Scrive Alessandro De Nicola che ascoltare le dichiarazioni del segretario del maggiore partito oggi all'opposizione (il Pd) ma con l'aspirazione domani di guidare il Paese dovrebbe essere un esercizio che interessa ogni cittadino.
Ecco allora un campionario delle più recenti.
Franceschini 1: "La società ha sposato totalmente i principi del mercato: competizione a tutti i costi. Ma non è una competizione in cui vince il migliore. Vince il più spregiudicato".
In realtà, nell'economia di mercato la concorrenza e la cooperazione, pur con mille imperfezioni, fanno sì che vinca il migliore e si accresca il benessere sociale.
Franceschini 2: "Viene trasmessa l'idea [dalla televisione] che studiare e sacrificarsi sia del tutto inutile. Lo confermano i numeri: abbiamo la metà dei laureati rispetto a Francia, Germania e Gran Bretagna; e siamo sotto la metà della media UE per i laureati di prima generazione".
È vero? Sì è vero, ma come ci dicono le statistiche il nostro ritardo sul numero dei laureati è storico e rispetto a 30 anni fa il gap con gli altri paesi è semmai diminuito. Che senso ha allora attribuirlo al Gabibbo?
Franceschini 3 (la ciliegina sulla torta): "Sospendiamo le rilevazioni Auditel per i programmi di informazione, dai telegiornali ai talk-show. Che senso ha misurare chi ha vinto la gara dei tg? Il criterio della quantità a scapito della qualità trascina tutti verso il basso. Di questo passo, rivedremo Corona nudo sotto la doccia ogni sera".
Sembra un po' come quelli che vogliono abolire il Pil per misurare la qualità della vita. Bella idea, ma se i soldi non danno la felicità, figuriamoci la miseria. Più che abolire l'Auditel, andrebbe aumentata la concorrenza, e magari privatizzata la Rai.
Conclude De Nicola: se vuole innalzare il suo share di gradimento è bene che il segretario dei Democratici cambi un po' registro. E non c'è bisogno di mettersi nudo sotto la doccia, ovviamente.
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