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Premio Polena
Stefano Zan,
Csm, eliminare il dilettantismo,
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Questa settimana il "Premio Polena" per l'articolo più interessante va a Stefano Zan con "Csm, eliminare il dilettantismo" pubblicato sul Corriere della Sera di lunedì 19 gennaio 2008.
Zan è docente di Teoria delle organizzazioni e nel suo articolo sostiene che la deriva correntizia, che alcune recenti ipotesi di riforma del Consiglio superiore della magistratura vorrebbero eliminare, non è la causa (principale) bensì la conseguenza di un problema ben più profondo e radicato che potremmo definire (con Max Weber) il dilettantismo.
I compiti principali del Csm sono di organizzazione e gestione della corrente togata del sistema giudiziario. Eppure di norma i membri togati eletti nel Csm non ricoprono incarichi direttivi nei loro uffici, mentre i membri della componente laica sono o avvocati-professori esperti di materie giuridiche o politici momentaneamente senza posto. Tutti (togati e laici) sono dunque tecnicamente dilettanti, e però devono decidere su come si organizzano gli uffici giudiziari. A ciò si aggiunga che nemmeno la tecno-struttura è attrezzata a mantenere la "memoria storica" sul know-how acquisito: il Csm conta infatti un centinaio di dipendenti di cui ben 28 sono autisti!
Il dibattito politico sulla riforma del Csm naturalmente non si occupa di queste cose e le soluzioni proposte rischiano di non risolvere in alcun modo il problema. Prima di occuparsi delle correnti - conclude Zan - occorrerebbe pensare di dotare l'organismo di funzionari capaci, prevedere scadenze in tempi diversi per i consiglieri e reclutare chi ha dato prova di competenza sul campo (vedi il Presidente del tribunale di Torino). Insomma, occorrerebbe prima di tutto fare affidamento al senso comune.
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