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Premio Polena
Franzo Grande Stevens,
I giudici onniscienti,
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Questa settimana il "Premio Polena" per l'articolo più interessante va a Franzo Grande Stevens con "I giudici onniscienti" pubblicato sulla Stampa di venerdì 21 novembre 2008.
Scrive Grande Stevens che oramai da lungo tempo si parla di riforma della giustizia ma nessuno si è soffermato sulla "specializzazione" dei giudici.
Il diritto ha molte branche e, nell'ambito di ciascuna, molti rami di studio e di attività. Nel solo ambito del diritto civile si spazia dal diritto di famiglia a quello delle società, dal diritto di successione a quello d'autore, dal diritto dei contratti a quello della responsabilità civile, dal diritto di proprietà sui beni fisici tradizionali a quello sui beni immateriali o informatici, e l'elenco potrebbe continuare.
Gli avvocati, o comunque molti di essi, già da lungo tempo si specializzano in uno o più settori e su di essi si aggiornano. Ai giudici non è concesso. Il giudice viene spesso trasferito da una sezione all'altra (anche da quella civile a quella penale), con la conseguenza che il suo responso non può essere rapido come si vorrebbe e non ha, come sarebbe giusto, le più alte probabilità di essere attendibile. In questo senso il paragone con la c.d. "giustizia privata" è istruttivo. Gli arbitrati si chiudono spesso in tempi brevi perché i giudici sono specialisti del ramo e si orientano con rapidità riducendo i margini di errore. Conclude Grande Stevens: "Nelle corporazioni rinascimentali fiorentine gli arbitri per le eventuali controversie erano preventivamente eletti fra quelli che conoscevano a fondo il campo di attività e le possibili contestazioni. (...) Non si può continuare a presumere che i giudici (come gli avvocati), soltanto per aver superato un concorso, siano o rimangano onniscienti".
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