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Premio Polena
Claudio Gatti,
Washington, epicentro del crack,
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Questa settimana il "Premio Polena" per l'articolo più interessante va a Claudio Gatti con "Washington, epicentro del crack" pubblicato sul Sole 24 Ore di martedì 23 settembre 2008.
Di chi è la colpa dell'immenso crack finanziario che dagli Stati Uniti minaccia di innescare una gigantesca recessione a livello planetario? Il Sole 24 Ore in un articolo/inchiesta di Claudio Gatti si propone di trovare almeno una parte dei colpevoli. La lista è lunga e ci sono molti "insospettabili".
Primo colpevole: il senatore Phil Gramm, oggi principale consigliere economico di John Mc Cain. Il 12 novembre 1999, da Presidente della "Commissione banche, edilizia e affari urbani" del Senato, in nome della deregulation, ottenne che banche di investimento e istituti di credito ipotecario uscissero dal controllo della Federal Reserve.
Secondo colpevole: George W. Bush. Il 18 giugno 2002, il successore di Clinton pronunciava queste parole: "La gente spesso vorrebbe comprare una casa, ma non ha soldi per l'anticipo... I contratti sono troppo complicati... Quindi faremo sì che venga semplificata la documentazione richiesta... Infine, abbiamo bisogno di maggiori capitali... E sono fiero di annunciare che Fannie Mae ha recepito questo bisogno... E che anche Freddie Mac è disposto a fare la sua parte".
Terzo colpevole: le banche di investimento. A partire dal 2002, esplodono le c.d. cartolarizzazioni: le banche di investimento, attraverso la trasformazione dei crediti immobiliari in titoli cedibili a terzi, trasferiscono i rischi dei mutui dagli istituti specializzati alla massa indistinta degli investitori. Nel 2006, oltre il 50% dei mutui cartolarizzati era sub-prime, vale a dire di scarsa qualità. Lo stesso anno, le cinque grandi case di investimento di Wall Street - Merrill Lynch, Bear Sterns, Lehman Brothers, Goldman Sachs e Morgan Stanley - dichiaravano profitti record per 130 miliardi di dollari.
Questi, e altri, sono i colpevoli individuati da Claudio Gatti che chiude l'inchiesta con le parole di un ex banchiere centrale: "Con questa crisi la loro credibilità (ndr, degli americani) si è a mio parere dimezzata". E si sa, in un'economia di mercato la credibilità è tutto.
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