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Produzione industriale in
calo. Ieri
l’Istat ha comunicato gli ultimi dati sull’andamento della produzione
industriale, relativi al mese di gennaio del 2007: l’indice destagionalizzato,
che coglie l’andamento della congiuntura, è diminuito dell’1.4%.
I politici probabilmente accoglieranno il dato con qualche stupore, visto che da alcune settimane ci inondano di notizie rassicuranti sul gettito fiscale, sul risanamento, sulla ripresa. Non così gli esperti e alcuni centri studi, che da almeno un mese avvertono che la ripresa del 2006 è fragile e che – proprio a partire da gennaio – gli indicatori qualitativi di salute dell’economia segnalano qualche annuvolamento (vedi, ad esempio, gli ultimi bollettini congiunturali dell’Isae e del Centro Studi Confindustria).
Che
cosa è successo, dunque ?
Niente di straordinario. Semplicemente è successo che il risultato eccezionale del 4° trimestre del 2006, in cui la produzione industriale era cresciuta di quasi il 3% in soli tre mesi trascinando con sé anche la dinamica del Pil, era appunto l’eccezione e non la regola. Lo aveva scritto Mario Deaglio su questo giornale meno di due settimane fa: non facciamoci troppe illusioni, perché la nostra ripresa produttiva è modesta e “gonfiata” da fattori occasionali, ad esempio il fatto che gli ordini dalla Germania vengano anticipati a fine 2006 al solo scopo di aggirare l’aumento dell’Iva previsto per il 1° gennaio 2007. Ora i dati di gennaio sulla produzione industriale riportano purtroppo tutti quanti con i piedi per terra.
Ma
l’Europa cresce di più. Allarghiamo l’orizzonte, e vediamo come sono andate le cose negli
ultimi 12 mesi, ossia da gennaio del 2006 a gennaio del 2007. In questo caso
l’indice della produzione industriale, corretto per i giorni lavorativi,
registra un ritmo di crescita annuo dell’1.3%, ben al di sotto del tasso di
crescita del Pil (+1.9% nel 2006). Ma come andiamo rispetto all’Europa ?

Variazioni % tendenziali della produzione
industriale
(dati corretti per i giorni lavorativi): gennaio 2007-gennaio 2006
(fonti: Istat, Eurostat)
Maluccio, come sempre da dieci anni. Fra i paesi che hanno già fornito a Eurostat il dato di gennaio, ci sopravanzano nettamente Germania, Portogallo, Spagna, Belgio. Vanno peggio di noi Francia e Finlandia (vedi figura).