Elezioni nel mondo
Metodologia 2008

Le elezioni tenute sotto osservazione sono solamente le elezioni politiche, o elezioni "generali", che nella maggior parte dei paesi dotati di un sistema elettorale si svolgono ogni 4-5 anni. I paesi tenuti sotto osservazione sono i 30 considerati più significativi sotto il profilo geopolitico (su 192 presenti nel mondo).

Per compiere questa scelta, il Gruppo Polena ha operato combinando due criteri. Il primo è il grado di democraticità del paese quale risulta dal rating effettuato annualmente della Freedom House, un'organizzazione non-profit fondata circa sessant'anni fa negli Stati Uniti. Tale rating si basa su due valutazioni fondamentali: i diritti politici e le libertà civili. Dalle due valutazioni la Freedom House ricava una classificazione sintetica che distingue fra paesi liberi, parzialmente liberi e non liberi.

Il secondo criterio adottato dal Gruppo Polena è il peso demografico del paese, calcolato attorno all'anno 2000. L'intera procedura può essere esemplificata in quattro passi.

Passo 1. Sono stati esclusi tutti i paesi con meno di 1 milione di abitanti o classificati come "non liberi" dall'indice sintetico della Freedom House. In tal modo il numero di paesi è passato da 192 a 109 e la popolazione da 5,3 miliardi a 2,2 miliardi.

Passo 2. E' stato costruito un indice sintetico che assegna il medesimo peso al numero di abitanti e al grado di sviluppo delle libertà civili (i diritti politici risultano di fatto meno discriminanti, comportandosi in generale come una precondizione per le libertà civili). I 109 paesi "sopravvissuti" al filtro precedente sono stati ordinati dai più "significativi" (India e Stati Uniti) ai meno "significativi" (Kuwait e Guinea Bissau).

Passo 3. Nella graduatoria abbiamo selezionato i primi 26 paesi (l'Italia è inclusa e occupa il 21° posto): India, Stati Uniti, Giappone, Canada, Australia, Paesi Bassi, Indonesia, Norvegia, Nuova Zelanda, Irlanda, Nigeria, Regno Unito, Francia, Germania, Portogallo, Svezia, Austria, Svizzera, Danimarca, Finlandia, (Italia), Corea del Sud, Sudafrica, Spagna, Brasile e Polonia.

Passo 4. A questi 25 paesi (26 meno l'Italia) sono stati aggiunti i 5 paesi la cui esclusione ci appariva meno giustificabile: Filippine (peso demografico), Belgio (paese fondatore dell'Ue), Israele (importanza geopolitica), Argentina (copertura America latina) e Russia (importanza demografica e geopolitica).

L'insieme dei 30 paesi selezionati rappresenta il 44,1% della popolazione mondiale e il 68,1% di quella dei paesi liberi o parzialmente liberi. La copertura che il nostro insieme selezionato di paesi assicura rispetto alla popolazione dei paesi liberi è molto ampia (85,3%), un po' meno ampia per quanto concerne i paesi "parzialmente liberi" (41,6%).

Dal numero 2 del 2008 nelle schede riassuntive vengono introdotti due nuovi indici, che aiutano a definire con maggior precisione gli effetti prodotti dai meccanismi elettorali dei diversi paesi sulla frammentazione e sul formato partitico.
Il primo indice č il numero effettivo di partiti (N), elaborato da Laakso e Taagepera, che fornisce un valore intuitivo del numero di partiti in un dato sistema politico, tenendo conto dei relativi pesi percentuali di ciascuna formazione. Si calcola utilizzando la seguente formula:

dove pi corrisponde alla frazione di voti o seggi conseguita da ciascun partito.
L'indice N deriva direttamente dall'indice di frazionalizzazione (F) di Rae: N = 1/(1-F).

Il secondo indice č il Least-Squares (LSq), elaborato da Michael Gallagher, che misura la corrispondenza tra la percentuale di voti ottenuti e percentuale di seggi conquistati dai partiti e si calcola utilizzando la seguente formula:

dove vi indica la percentuale di voti di un partito si la percentuale di seggi conquistati. Se la corrispondenza tra percentuale di voti e di seggi aumenta, contemporaneamente diminuisce il valore della disproporzionalitā.









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