I puzzles di Polena

 

 

> Nelle elezioni amministrative il centro destra ha uno svantaggio competitivo?

>     Il quesito

>     Il dibattito

>     Articolazione del puzzle

 

 

1. Il quesito

I risultati delle ultime tornate elettorali hanno aperto il campo a discussioni e dibattiti sulla possibile presenza di uno specifico handicap del centro destra nelle consultazioni amministrative. Nelle elezioni nazionali (o in quelle a forte valenza nazionale, come le regionali) il centro destra riuscirebbe infatti a garantirsi la miglior performance in termini di voti; molto meno positivi sarebbero al contrario i suoi risultati nelle elezioni in ambito locale, in particolare nelle competizioni comunali e provinciali. Esistono valide argomentazioni, o analisi, che indichino con relativa sicurezza la presenza o la non presenza di tale svantaggio? 

 

2. Il dibattito

Un primo elemento che emerge dal recente dibattito riguarda il problema della risoluzione della conflittualità coalizionale. Secondo questa tesi, a livello nazionale il centro destra trova nel suo leader Berlusconi l’uomo capace di unire le differenti anime e richieste provenienti dai partiti della Casa delle libertà; a livello locale, viceversa, l’assenza di leader unanimemente riconosciuti provoca malesseri e frammentazioni, che sfociano spesso in una caduta di appeal elettorale. Per quanto riguarda il centro sinistra, non sembrano emergere invece particolari differenze tra la situazione nazionale e quella locale: in entrambi i livelli infatti la conflittualità interna riesce ad essere efficacemente risolta soltanto raramente.

Una seconda considerazione, anch’essa legata al problema della litigiosità tra i partiti della coalizione, pone invece l’accento sul sistema elettorale adottato nei diversi ambiti competitivi. L’alto tasso di litigiosità all’interno del centro sinistra può venir più facilmente riassorbito, a livello locale, grazie all’utilizzo del doppio turno di voto: questo sistema elettorale permette infatti una corsa separata di alcune componenti al primo turno ed il ricompattamento nell’eventuale ballottaggio (anche nel caso in cui manchi un accordo ufficiale tra i partiti, esso viene comunque sancito dalle scelte degli elettori). Secondo tale interpretazione, questa rappresenta un’opportunità in più per il centro sinistra, un’occasione di cui non dispone nelle elezioni politiche a turno unico. Non è detto peraltro che il doppio turno svantaggi in assoluto il centro destra: sono piuttosto gli avversari a non presentare spesso un’offerta competitiva adeguata al meccanismo elettorale adottato (in particolare nelle elezioni a turno unico in cui si inserisce la componente maggioritaria).

Un terzo elemento a sostegno della tesi dell’handicap amministrativo del centro destra ruota intorno alla figura dei candidati sindaco, che spesso non risulterebbero competitivi quanto quelli degli avversari: sarebbero cioè incapaci in molti casi di apportare quel valore aggiunto, quel surplus di voti ottenuti dal candidato al di là delle liste che lo sostengono, così fondamentale in ambiti locali ad alta personalizzazione.

Un ultimo elemento analitico che viene da alcuni introdotto riguarda la presenza di un possibile effetto “onda di riflusso”: vale a dire che a vittorie nelle elezioni nazionali dello schieramento di centro sinistra seguono vittorie nelle elezioni amministrative dello schieramento di centro destra, e viceversa. Secondo questa ipotesi esisterebbe cioè una sorta di “rendita di opposizione”, in parte frutto delle disillusioni di una parte degli elettori rispetto alle promesse elettorali fatte dai vincitori, in parte frutto della maggior popolarità delle posizioni critiche rispetto alle politiche governative.

 

3. Articolazione del puzzle

Per poter accettare ovvero rifiutare una delle ipotesi precedentemente formulate (o altre ancora), è ovviamente essenziale operare una comparazione tra i diversi risultati elettorali, meglio se sincronica (ma in questo caso sfuggirebbe il confronto di tipo diacronico legato all’ultima ipotesi presentata). La base di partenza su cui analizzare le differenti performance elettorali dovrebbe limitarsi a prendere in considerazione da una parte i risultati della competizione nazionale (o al limite “pseudo nazionale”, come nel caso delle regionali a statuto ordinario), dall’altra quelli delle elezioni amministrative comunali (essendo le provinciali poco sentite dalla popolazione e con livelli di partecipazione molto limitati, a meno di contemporaneità con altri tipi di elezioni).

Si tratterebbe quindi di cercare di rispondere al quesito posto cercando di produrre, in primo luogo, prove dell’effettivo svantaggio del centro destra alle consultazioni locali e, in secondo luogo, motivazioni che spiegherebbero tale handicap di consensi.