> Perché la sinistra ottiene risultati
migliori al Senato e la destra alla Camera?
L'esito delle elezioni politiche del 2001 è chiaro dal punto di vista della coalizione vincente, ma "la valutazione circa la distribuzione dei consensi in ambito sociale appare più aperta e complessa. Come sottolinea la differenza di risultati, talora consistente, che si registra fra i tre diversi 'voti': nel maggioritario per la Camera, per il Senato e nel proporzionale. " (Diamanti e Lazar, 2002). Uno dei quesiti che ancora non ha trovato una risposta pienamente convincente riguarda la tendenza della sinistra ad ottenere risultati migliori al Senato rispetto alla Camera. Nelle ultime elezioni politiche, come già era avvenuto nel 1996 e in misura ancora più netta nel 1994, la sinistra si è dimostrata particolarmente versata per questa arena di competizione e, specularmente, la destra sembra aver ottenuto risultati migliori alla Camera. Ma quali sono le ragioni di questo miglior rendimento al Senato?
Il miglior rendimento del centro sinistra al Senato
è stato oggetto di riflessione in particolare modo a seguito delle elezioni
politiche del 1994. Allora questo fenomeno fece parlare di 'Parlamento diviso',
poiché il centro destra aveva la maggioranza alla Camera, ma non al Senato.
La diversità dei risultati nelle due camere è stata
puntualmente sottolineata anche nelle due tornate successive, ma non è stata
prodotta fino ad oggi una interpretazione sufficientemente analitica, da poter
essere corroborata da controlli empici, e sufficientemente generale da
"reggere" per tutte e tre le tornate elettorali tenutesi fino a
questo momento con il nuovo sistema elettorale.
Tra i fattori di spiegazione plausibili rientra la
diversa composizione del corpo elettorale nelle due camere. Al Senato i giovani
dai 18 ai 24 anni non votano. Se in questa fascia di età fosse maggiore la
propensione a votare a destra potremmo ritenere il voto giovanile la causa del
miglior rendimento del centro sinistra al Senato. Ma non sembra essere questa
la situazione. Il voto dei giovani sembra aver giocato un ruolo modesto nelle
elezioni del 1994 (D'Alimonte e Bartolini, 1994) e così pure nelle elezioni del
2001 (Ricolfi, 2002).
Una seconda chiave interpretativa attribuisce il
diverso andamento alla frammentazione dell'offerta politica. Il Senato è
l'arena in cui in tutte e tre le consultazioni si è presentato, in media, il
maggior numero di candidati.
Diverse sono le ragioni di questa maggior
frammentazione al Senato: i minori costi della candidatura (in termini di oneri
organizzativi); il metodo per lo scorporo - in grado di agevolare i partiti
locali e regionali -, e infine la maggior facilità ad accedere al finanziamento
pubblico. Qualora venisse dimostrato che le terze forze sottraggono
sistematicamente voti al centro destra, la loro maggior presenza al Senato
renderebbe conto del miglior rendimento del centro sinistra in questa camera.
Una terza possibile causa della difformità tra i risultati alla Camera e al Senato riguarda le caratteristiche individuali dei candidati delle due coalizioni principali. Candidati più radicati nel territorio o meno, candidati delle formazioni più moderate della coalizione o più estreme. Caratteristiche che potrebbero interagire in modo sistematico con le particolari caratteristiche dei diversi collegi (sicuri, marginali ecc.).
La differenza Camera e Senato può essere valutata considerando almeno tre tipi di risultati - percentuale di seggi maggioritari, percentuale di seggi totali e percentuali di voti - e definendo in modo più o meno restrittivo cosa debba intendersi per centro sinistra e centro destra. In termini di seggi il fenomeno non si presenta in modo sistematico.

Come si vede dalla tabella 1 la miglior tenuta
della sinistra al Senato in termini di seggi è tale per il 1994 e il 1996, ma
non per il 2001.
Affrontare il quesito in termini di seggi
comporterebbe, inoltre, lo stimare, l'impatto degli aspetti tecnici del sistema
elettorale (le liste civette, il diverso meccanismo dello scorporo previsto per
le due camere). Per sgombrare il campo da questi aspetti conviene prendere in
considerazione i voti.

La presenza di Rifondazione soltanto al Senato rende problematica la comparazione tra i risultati delle due camere in termini di voti (cfr. tab. 2). E' possibile comunque individuare una differenza sistematica tra Camera e Senato, se si abbandonano le coalizioni e si definiscono la sinistra e la destra come aggregazioni più ampie. In questo modo appare un dato costante per tutte e tre le ultime consultazioni la miglior tenuta al Senato della sinistra rispetto alla destra.
Appurato il grado di generalità del quesito, rimane
da individuare la causa di questo diverso rendimento. Quanto hanno inciso il
voto giovanile, il numero di candidati, la qualità di candidati? La causa
principale è da ricercarsi tra questi aspetti o in altri ancora?
P. Bellucci, M. Bull, Politica in Italia. I fatti dell'anno e le
interpretazioni, il Mulino, 2002.
R. D'Alimonte, S.
Bartolini, Maggioritario finalmente?,
Bologna, il Mulino, 2002.
R. D'Alimonte, S.
Bartolini, Maggioritario per caso,
Bologna, il Mulino, 1997.
R. D'Alimonte, S.
Bartolini, Maggioritario ma non troppo,
Bologna, il Mulino, 1995.
ITANES, Perché ha vinto il centro-destra,
Bologna, Il Mulino, 2001.
G. Pasquino, Dall'Ulivo al governo Berlusconi,
Bologna, il Mulino, 2002.
L. Ricolfi, La frattura etica. La ragionevole sconfitta della sinistra, Napoli, L'Ancora del Mediterraneo, 2002.